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HET DAGBOEK VAN F. H. (Estratto)

  […] … quindi da un lato e per certe competenze ci ritroviamo separati socialmente dagli altri, mentre per altre competenze e per altri meccanismi ci troviamo confinati in un recinto preciso. E in questo circolo segregazionistico traverso – un luogo per inciso quasi fisico - udiamo sirene spiegarsi nell’aria e anche quelle: per un certo verso siamo sicuri si sentano così spesso a causa di variazioni nei regolamenti interni ai servizi preposti – quando venticinque anni fa prestai io servizio, la definizione di emergenza era una e una sola e al di fuori di una emergenza guai ad accendere sirene – ma dall’altra ignoriamo se per caso, ora come ora, con libera iniziativa di qualcuno potrebbero accendersi rispondendo a segnalazioni, a delazioni, e soprattutto ci chiediamo: se non già adesso, beh, quando sarà? Claustrofobia: quando , non se . Trovo tuttavia affascinante verificare come possa un sistema, fornendo e leggendo numeri, creare oggetti solidi, reali, e finanche eventi. D...

TOTALITARISMO

  L’immediatezza, peggiore della velocità, ha trasformato noi e il nostro mondo. “Dormirci sopra” è quasi impossibile. Vado incontro a un amico, lo faccio camminando, camminando penso, creo un universo. Vado da un amico, mi sono fatto precedere da messaggi vocali e tutto un nulla che mi rappresenta, non resta che consumare l’incontro. Ecco: il Capitale si sposta in rete. È una guerra, una invasione. Contro il nostro perduto intimo precedente. Non che quello fosse un assoluto esistente di per sé, non che si stia smarrendo una autenticità: semplicemente cambiamo repentinamente. Sovente ciò che cambiamo è il niente col niente e questa esperienza del nulla ci scuote. Vi dirò: per farsi la prima pera (di eroina), e poi per farsi le successive, ai più occorre assentire, occorre volerlo. Quando poi finalmente sei riuscito a diventare un tossico, quella volontà, non serve più. Tu sei in quanto tossico, tu devi farti. Bene: quanto dobbiamo, di ciò che siamo o crediamo di essere, a...

OBBLIGO O VERITA'

    “Quanto al vaccino Covid lo ripeto:  è una scelta che va fatta ascoltando i medici e gli specialisti” (Virginia Raggi, a quanto pare) Vaccinarsi contro il covid non è una scelta. Io posso anche essere favorevole, desideroso di vaccinarmi, MA nel momento in cui esiste un OBBLIGO, io non sono più libero di dare corso al mio desiderio. Checché ne dicano medici e specialisti. Vaccinarsi è una vigliaccata, non vaccinarsi è un dovere. Forse questo stato elevato di civiltà, ai più, parrà marziano, extraterrestre, eppure Voltaire è tra i fondatori della cultura “nostra”, e dunque dove sarà il problema? Cerco fiducioso di spiegare: l’obbligo non introduce libertà. L’esercizio di libertà nella scelta tra due opzioni (in verità povera cosa e basti contare due dita per capire quanto è povera ma per carità … non pretendiamo persino la fantasia!) ... dicevo: l'esercizio di libertà nella scelta tra due opzioni è possibile, ovviamente, solo se esiste libertà. È possibile resp...

INDICAZIONI - 2

La vita è ibrida. Produce un numero potenzialmente infinito di varianti. Tenta, è tentazione. PS (è che ora come ora scrivo fiumi di racconti, solo racconti, nessun post)

IL GENIO NELLA BOTTIGLIA

Le emanazioni di un senso profondo, fine, avevano assunto nei millenni nomi e vesti rituali. Gli antropologi, acerbi, ne avevano parlato spesso. Quelle emanazioni, cristallizzate nei logos, nelle culture, si volevano più o meno innate, a seconda. Sedicenti grandi maestri, avevano offerto e offrivano maschere parziali d’ombra, benevole o incuranti, anche qui… a seconda. Le emanazioni, comunque, erano grandi case rassicuranti. La mia, per lungo tempo, fu la vendetta. Virtualità o atto che ristabilisce un equilibrio. L’equilibrio stesso fu casa d’altri. E l’onestà, il paradiso, il giudizio, la legge degli uomini o di Dio, furono casa d’altri ancora. Tutte galere. Quando il volo assume un nome, smetti di sentire la voce del mondo in favore di quel solo nome. L’atto, l’evento, si esorcizza, si ritualizza. Diventa rappresentazione e obbligo. O percorso obbligato. Ed eccoti: sei il genio prigioniero della bottiglia.

(TU) - INTRO

Fuori dall’ordine economico consueto, risultavamo impensabili, e dunque imprendibili. Eravamo lì, in carne ed ossa, ma non ci vedevano. Quelli guardavano invece tele tessute dai loro discorsi, immagini rese evidenti da complessi e minuziosi sistemi di illuminazione. Noi scomparivamo nello sfondo. Colpimmo, dall’alto calando, come i jaguncos del Sertao colpivano attraversando deserti che si davano per non attraversabili. Ci proteggeva il pensiero degli altri, i loro impossibili . Per rubare, rubavamo. Il valore di ciò che prendevamo, però, quelli, non sapevano calcolarlo. E compravamo, anche. Alle volte. Era uno scudo. Esseri invisibili, eppure solidi, planando , sentivamo le correnti che ci spingevano. L’Uno ci legava ai derubati. Si tendeva ad un pareggio di bilancio, avrebbe detto il ragioniere. Il libro mastro era invisibile quanto noi. Se ti sforzavi per renderlo intelligibile, ti ritrovavi immerso nei “come”, lontano dai “perché”, smarrito. E allora parlavi, facevi discor...

TUTTO INTORNO

Tutto intorno, l’universo, girava immenso e vertiginoso. Un abisso. Lo dimenticavo pettinando fronde di olivastro, con le mani. Le piccole olive cadevano nello zaino. Da quell’alto su cui stavo riuscivo a ridere con l’albero. La risata di un grande albero è l’oscillare del ciclope. Nella sua mano gigantesca senti scuotersi il ventre della terra e con esso il tuo. È un solletico profondo. Rinfrancante. Mio figlio, con un cappellino calato sugli occhi, in braccio a mia moglie, sembrava ancora piu’ piccolo e indifeso. Mi coglieva una tenerezza, allo stato primordiale. Lo guardavo e intorno l’universo si faceva ancora più minaccioso. Era lo specchio della mia inadeguatezza. Ma a guardare dietro quello specchio, c’era solo il brivido della vita, la nuda vita, quando scorre e sfugge. Volare non conosce futuro, mente chi ne dice sia un verbo soggetto a coniugazioni distese sul tempo. Dare nomi alle stelle e ai pianeti su nel cielo, era un modo di cadere nell’inganno.